LAVORARE VICINO A CASA

NHW | Near Home Working è un’iniziativa nata nel marzo 2020, durante il primo Covid Lockdown.

Visti i riscontri sostanzialmente positivi legati allo #smartworking, ma considerate anche le criticità che, a lungo andare, avrebbe determinato l’intensiva applicazione declinata in termini di #homeworking, abbiamo lanciato una piattaforma web, accompagnata da attività social, con lo scopo di promuovere l’idea e di coinvolgere stakehoders, quanti più possibile.

L’idea di LAVORARE VICINO A CASA si basa sull’ideale di città sostenibile dei 15’, teorizzata dal prof. Carlos Moreno, sull’impiego di tecnologie digitali già disponibili e su valutazioni di carattere psicologico e sociologico, legate all’abitare e alla funzione sociale del lavoro.

L’ideale di una #smartcity, che interpreta con nuove prospettive il diritto alla città, alla vivibilità e all’accessibilità dei suoi spazi, promossa in primis dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo, poi dalle amministrazioni di Barcellona, Copenaghen e anche dal sindaco di Milano Beppe Sala, rappresenta certamente il modello di ispirazione in cui si inquadra la proposta, ma l’elemento innovativo sta proprio nelle considerazioni legate ai modi di abitare la città e la casa e al senso che assume il lavoro per le persone, al di là della mera attività produttiva.

Nel periodo trascorso dal lancio della piattaforma ad oggi ho riscontrato un inaspettato diffuso interesse e ho raccolto il contributo di numerosi partners, provenienti da diversi ambiti, che hanno contribuito ad arricchire di contenuti l’idea iniziale e a fornirgli una consistenza tale da renderla realizzabile.

Inoltre ho constatato un’attenzione particolare alle potenzialità dell’iniziativa nell’ambito del co-working, le cui società hanno iniziato a promuovere le loro sedi evidenziandone il valore in termini di prossimità (e non solo di qualità cool degli ambienti o di condivisione di spazi, eventi ed esperienze), del settore alberghiero, (i business hotel spesso dispongono di sale, meeting room e altri spazi sottoutilizzati, facilmente convertibili in ambienti di lavoro), nell’ambito dei centri sportivi, (l’ipotesi di comporre un mix tra attività sportive e lavorative, potendo passare dall’una all’altra, è certamente interessante). Da ultimo, ho accolto con grande soddisfazione l’iniziativa dell’assessore Cristina Tajani, di utilizzare le sedi distaccate del Comune di Milano come uffici vicino a casa dei dipendenti dell’Amministrazione Comunale e di mettere a punto un protocollo dedicato in collaborazione con ASSIMPREDIL (WOW!).

Riscontro in particolare una grande disponibilità verso questa innovativa proposta, di organizzazione del lavoro sul territorio, nelle parole che vengono sempre più frequentemente utilizzate dalla stampa e nei post che circolano in internet e sui social: primo tra tutti #nearworking, ma anche ‘lavorare vicino a casa’ o ‘il lavoro vicino a casa’ e ‘evitare gli spostamenti non necessari’ (aggiungo qui un hashtag che spero diventerà virale: #localoffice). Termini che integrano il gergo fin qui utilizzato, legato ad una attività di ufficio sostanzialmente tradizionale, anche se tecnologicamente evoluta: #smartoffice, #digitalworkpace, ‘lavoro agile’ o ‘lavoro da remoto’.

Si tratta ora di assumere la consapevolezza che l’effettiva possibilità di realizzare l’idea di lavorare vicino a casa non dipende tanto dalla disponibilità di spazi opportunamente distribuiti sul territorio, già ampiamente disponibili, quanto piuttosto dalle caratteristiche e dalle qualità degli ambienti e dai servizi offerti. Si tratta insomma di predisporre ambienti che sappiano essere piacevoli, attraenti e accoglienti, tali da favorire esperienze ampiamente soddisfacimenti agli utenti.

Ciò naturalmente dipende da molteplici fattori, determinati sia dalle peculiarità e dalle dotazioni del costruito, che dal rapporto che si instaura tra il sito è la città ovvero dall’architettura, nella misura in cui sa farsi interprete delle intenzioni e delle esigenze delle persone che la abitano dando forma e spazio alle attività che ospita.

In fondo l’idea di lavorare vicino a casa è per tutti una sorta di sogno di cui si perde il ricordo al risveglio e che, una volta rammentato, lo si riscopre come un desiderio sempre vivo.

Ora si tratta di un'opportunità concreta, che dipende dalla volontà e dalla capacità delle aziende di interpretare, organizzare e finanziare il lavoro su nuove basi, dei lavoratori di accogliere l’innovazione dei processi con atteggiamento proattivo, dell’Amministrazione Pubblica di riconoscere la portata dei benefici di cui potrebbe giovare la città, promuovendo e incentivando la trasformazione, anche in collaborazione con le società private.


L’impiego su larga scala di soluzioni NHW certamente produrrebbe molteplici effetti virtuosi in vari ambiti, mobilità urbana, inquinamento ambientale, economie locali e di quartiere, e alcune conseguenze da non trascurare (che ne sarà di uffici, palazzi per il terziario, centri direzionali?): tratteremo questi aspetti nei prossimi approfondimenti.


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